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VILLA PAMPHILJ, l'eleganza a Roma

  • Immagine del redattore: Michele Racca
    Michele Racca
  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

I suoi 184 ettari di verde ne fanno il terzo parco di Roma per estensione dopo il Parco regionale dell'Appia antica e quello, poco lontano dal quartiere Gianicolense, del Pineto.

Con alle spalle una lunga storia legata a quella delle due nobili famiglie di cui fu dimora di campagna e poi azienda agricola, dal 1972 Villa Doria Pamphilj. o semplicemente Villa Pamphilj, come la chiamano i romani, è diventato un parco pubblico, visitabile dalle 7 del mattino fino al tramonto. Ma non è solo un polmone verde dove andare per correre, camminare, respirare aria pura o fare picnic tra gli alberi con i palazzi in lontananza: visitandola potrai scoprire e ripercorrere parti importanti della storia della città e vicende affascinanti.

Il luogo più iconico del parco è il Casino del Bel Respiro: Voluto dal Pontefice Innocenzo X, che a metà del Seicento ne affidò la progettazione ad Alessandro Algardi, è oggi sede di rappresentanza del Governo italiano: per questo motivo, tranne che un sabato al mese, non è aperto al pubblico e se ne possono ammirare solo le eleganti facciate esterne decorate e i bellissimi giardini a labirinto.

L’antica dimora regala, però, altri scorci affascinanti: scendi le scale sul lato dell’edificio per arrivare a vedere la Fontana di Venere, al centro delle due rampe che conducono al “giardino segreto” sovrastante. Nell’ampia nicchia centrale c’è la statua della dea di cui però resta solo la parte inferiore del corpo. Passeggiando nello spazio antistante, che in primavera si colora del rosa delle magnolie in fiore, si arriva al Giardino del Teatro, con l’esedra centrale che ospitava rappresentazioni teatrali e musicali all’aperto. Sulla sinistra c’è invece la cappella Doria Pamphilj: edificata su progetto di Edoardo Collamarini tra il 1896 e il 1902 e ancora oggi di proprietà della famiglia, è un edificio funerario di foggia neomedioevale decorato da eleganti mosaici.

Di rilevante all'interno del parco il Lago del Belvedere, specchio d’acqua di origine naturale popolato da cigni, anatre e tartarughe. Seguendone le sponde e poi il canale lungo viale VIII Marzo arrivi alla scenografica Fontana della Cascata con i suoi giochi d’acqua. In cima, la Fontana del Giglio – che riprende lo stemma dei Pamphilj – è il posto ideale per riposarti un po’, godendoti la vista sulle panche di marmo che la circondano. Riprendendo viale VIII marzo raggiungi la Fontana del Mascherone, ideale per riempire la borraccia, e quella del Fiume Tevere, rappresentato da una divinità fluviale semisdraiata. Sulla sinistra, il Casale dei Cedrati è un’antica stalla poggiata sulle strutture dell'Acquedotto Traiano-Paolo che nel Settecento divenne residenza di servizio per il bel Giardino dei Cedrati, agrumeto dedicato alla dea Venere.

Il lago del Belvedere il Lago di Villa Pamphili è’ un piccolo laghetto posto all’interno di quella che è la villa urbana più grande della Capitale con ben 184 ettari di verde tra il Gianicolo e l’Aurelia Antica, dove si svolsero alcuni episodi tra i più significativi del Risorgimento coi combattimenti a difesa della Repubblica Romana tra i garibaldini e i francesi.La villa che inizialmente era un semplice appezzamento agricolo ed a partire dagli inizi del seicento fu acquistata dalla famiglia Pamphili, i cui vari membri ne modificarono l’aspetto originale, fu aperta al pubblico solo nel 1972 dopo essere stata acquisita dallo stato italiano nel 1957.Il laghetto, di aspetto naturalistico si trova alla fine di uno scenografico ruscello che si origina da un secondo laghetto a monte dominato da una bellissima quinta porticata con tanto di roccaglia che si richiama alla tradizione rinascimentale.


 
 
 

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Amo condividere le mie conoscenze, le mie esperienze di viaggio e i suggerimenti utili che ho imparato lungo il percorso.

Viaggiare non è appena “Trasferirsi da luogo a luogo, per lo più distanti l’uno dall’altro, con un mezzo di trasporto”, come riporta la definizione della Treccani. Viaggiare è qualcosa di molto più profondo. E come diceva il  grande scrittore statunitense John Steinbeck:

“Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone”

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