MOSTAR, la città della rinascita
- Michele Racca

- 1 giorno fa
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Mostar, una delle mete turistiche più apprezzate nel cuore dell’Erzegovina, è il principale centro storico, culturale ed economico del paese. Diventata simbolo del rinnovamento bosniaco dopo le guerre balcaniche, a Mostar sono visibili sia i segni lasciati dal conflitto che quelli della rinascita della città. Città affascinante e tutta da esplorare, Mostar merita di essere vista almeno una volta nella vita.

L’emblema della città è il suo magnifico ponte medievale ad arco, lo Stari Most, che unisce le due sponde del fiume e idealmente due comunità, quella croata e cristiana da un lato, quella bosniaca e musulmana dall’altro. Oggi simbolo di pace e trampolino per tuffi da brivido, il Ponte Vecchio di Mostar, lungo appena 30 metri, molto meno di altri famosi ponti d’Europa, e largo 4 ma ciò che impressiona è la sua altezza, addirittura 24 metri ed è stato in un passato recente, e ancora doloroso, il protagonista di uno degli episodi più tristemente noti della guerra che sconvolse l’ex Jugoslavia negli anni Novanta. Quelle ferite non ancora rimarginate affiorano qua e là nella città, in musei, pietre incise, cimiteri memoriali, ma Mostar oggi è una città vivace, che attira sempre più visitatori con i suoi scorci romantici, i prezzi economici e il suo affascinante mix di Oriente e Occidente.

Ai due lati del Ponte Vecchio si trovano due pietre identiche che sono diventate uno dei soggetti più fotografati di Mostar. Non hanno nulla di decorativo, ma sono potenti nel loro significato: entrambe le pietre sono incise con la scritta “Don’t Forget“, un monito a non dimenticare la tragedia della guerra.

Dopo il bianco e il verde dei ponti in pietra e degli alberi che li circondano preparatevi a fare il pieno di colori nel caleidoscopio Kujundziluk, il quartiere musulmano del centro di Mostar. È una piccola zona dalle atmosfere orientali – di fatto una sola via ciottolata lungo la riva sinistra del fiume, nota come “via dell’oro” – che vi farà credere di essere stati magicamente trasportati in un bazar di Istanbul. Le botteghe artigianali del “suk” di Mostar sono stipate di variopinte mercanzie: pashmine, lampade con tessere di vetro colorate, borse in pelle, costumi di danza del ventre, gioielli, oggetti in ottone, tessuti, servizi per il caffè o il tè, spezie e naturalmente gli immancabili souvenir.

Un’altra attrazione imperdibile a Mostar è la Moschea Koshi Mehmed Paša, un magnifico edificio in pietra bianca sormontato da una cupola celeste. Costruita nel 1617, la moschea fu più volte ricostruita ma conserva ancora i dipinti originali delle pareti e le decorazioni. L’interno è sobrio comparato a quello delle famose moschee di Istanbul o di altre grandi città, ma è ugualmente affascinante grazie agli splendidi tappeti orientali, le vetrate colorate e i dipinti a motivi botanici sulla cupola. L’ingresso avviene attraverso un grazioso cortile; dal retro della moschea si può godere di una bella vista sul Ponte Vecchio e sul centro di Mostar. Una vista ancora più bella si può ammirare dall’alto del minareto, a cui si accede tramite una ripida scala a chiocciola.

Un tuffo nel passato è certamente la Bišćevića Ćošak è una deliziosa dimora ottomana costruita nel 1635 e perfettamente restaurata in modo da conservare l’aspetto originario. Situata nella parte orientale della città, è un luogo tranquillo, perfetto per fuggire dalle folle di turisti nel centro storico. Salendo per una stretta scala di legno entrerete nella parte della casa aperta ai visitatori e potrete ammirare splendidi mobili intarsiati, tappeti orientali e altri oggetti d’uso quotidiano originali. La casa è piccola e si visita velocemente, ma ci si può fermare nel grazioso cortile ciottolato in stile moresco per un té o un caffè o semplicemente sedersi sui bassi divanetti e godersi un po’ di relax.

Altra moschea importante da visitare a Mostar è la Moschea ottomana di Karađoz Bey,. L'ingresso è presentato da un portico sormontato da tre cupole ed affiancato sul lato destro dall'unico minareto della moschea. La sala della preghiera presenta una pianta quadrata sormontata da una cupola sorretta da un tamburo ottagonale. Gli interni sono decorati con motivi floreali ed iscrizioni coraniche. Sul lato est della moschea si apre un cortile nel mezzo del quale si trova un sadirvan e si affaccia un edificio all'interno del quale erano ospitate una biblioteca, una madrasa e un'imaret.

Infine, concludiamo la visita di questa città iconica passeggiando sul Ponte Storto, altra struttura ad arco singolo eretta a metà del Cinquecento,
Pur trovandosi a breve distanza dal ponte più famoso, lo Stari Most, si trova in una zona a ridosso del centro storico, più appartata e silenziosa, che si raggiunge percorrendo un grazioso vicoletto in pietra. Immerso nel verde, unisce due sponde di un piccolo corso d’acqua: un angolo di pace perfetto per riposarsi, contemplare, fotografare e sorseggiare un buon caffè.





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