PAPHOS, la leggenda di Afrodite

Paphos, una città incantevole sulla costa sud-occidentale di Cipro, è un luogo che incarna la perfetta combinazione di storia, natura e vivace atmosfera. Celebre per la sua ricca eredità archeologica, Paphos è un patrimonio mondiale dell’Unesco grazie ai suoi
straordinari mosaici romani e alla maestosa fortezza antica.
Se vi state chiedendo cosa fare a Paphos, oltre a storia e cultura, questa città offre anche magnifiche spiagge dove poter rilassarsi e prendere il sole. Di sera, invece, la città si anima con ristoranti, bar e locali notturni, offrendo delizie culinarie e un’esperienza vivace fino alle prime ore del mattino. Scopriamo insieme tutte le caratteristiche di questo luogo e cosa fare a Paphos.

Paphos si affaccia sul Mar Mediterraneo, regalando paesaggi costieri mozzafiato con spiagge dorate bagnate da acque cristalline. Questa posizione privilegiata non solo offre panorami spettacolari, ma anche accesso immediato a una vita marina ricca e variegata, perfetta per attività come lo snorkeling e il nuoto.
Una in particolare delle meravigliose spiagge di Paphos, Petra tou Romiou, è nota come luogo di nascita della Dea Afrodite. Secondo la mitologia greca, fu proprio questa la spiaggia dove, Afrodite, la dea dell’amore e della bellezza emerse dalle acque cristalline.

Paphos durante l’Impero Romano, ha una storia ricca che risale al IV secolo a.C., quando fu fondata e protetta da imponenti mura difensive. Dopo essere stata conquistata dai Romani nel 58 d.C., divenne il centro politico e amministrativo più importante di Cipro per molti secoli. La città è anche avvolta nella mitologia, attribuita alla leggendaria fondazione da parte di Agapenore, un leader degli Arcadi durante la guerra di Troia. Nea Pafo è un affascinante parco archeologico che celebra l’antica città conosciuta per i suoi straordinari mosaici romani. Questo sito, riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell’Unesco, offre una testimonianza vivida della vita nell’antica Cipro.

Nel nostro itinerario tra le cose partiamo dalla visita alle case di Aion, Teseo e Orfeo. La particolarità di queste reperti sta nella magnificenza dei Mosaici rinvenuti e perfettamente conservati. La Casa di Aion comprende un gruppo di mosaici coperti che appartenevano a un edificio di fronte alla villa del proconsole romano. Gli scavi sono ancora in corso, ma una delle pareti dell’edificio è stata restaurata, con una nicchia che probabilmente ospitava una statua. La stanza principale, usata come sala di accoglienza e pranzo, misura 9×7,5 metri ed è decorata con mosaici mitologici, mentre le altre stanze presentano mosaici geometrici. Le pareti erano affrescate, alcuni dei quali sono ora esposti al Museo Archeologico di Pafos. I mosaici, realizzati con tessere di 2-5 mm, rappresentano scene mitologiche, con particolare attenzione ai dettagli e alle sfumature dei volti. Tra le raffigurazioni più importanti troviamo l’Epifania di Dioniso, raffigurato in modo simile a Cristo nell’iconografia bizantina, con una rappresentazione del dio come simbolo di saggezza. Altre scene includono l’incontro tra Leda e Zeus in forma di cigno e un concorso di bellezza tra Cassiopea e le Nereidi, giudicato dal dio Eone, da cui la casa prende il nome.
Degna di nota è anche la punizione di Marsia da parte di Apollo, e il Trionfo di Dioniso, rappresentato come una processione religiosa piuttosto che un corteo festivo. Questi mosaici, datati al IV sec. d.C., riflettono il periodo di transizione tra la vecchia religione idolatra e la crescente diffusione del Cristianesimo a Cipro, simbolizzando la rivalità tra le vecchie e nuove credenze.

Il Mosaico di Achille si trova nella sala principale del palazzo, uno dei must see tra le cose da vedere a Paphos e dintorni. Achille, figlio di Peleo e della ninfa Teti, fu immerso dalla madre nelle acque dello Stige per renderlo immortale, ma il suo tallone, da cui Teti lo teneva, rimase vulnerabile. Durante la guerra di Troia, Achille morì a causa di una ferita proprio in quel punto. Nel mosaico, vediamo una scena della sua nascita: Teti è sdraiata al centro, Peleo siede alla sua sinistra, e una nutrice tiene Achille pronto per il suo primo bagno. Dietro Peleo, sono raffigurate le tre Moire, Cloto, Atropo e Lachesi. La Casa di Teseo, un grande edificio dalle caratteristiche di un palazzo reale, probabilmente fu residenza del proconsole romano di Cipro. Costruita nel III secolo d.C. e ricostruita dopo i terremoti del IV secolo, la villa fu abbandonata nel VII secolo durante le invasioni arabe. L’edificio, il più grande di Cipro romana, ha oltre 100 stanze disposte attorno a un atrio centrale, con diverse aree dedicate a funzioni residenziali, pubbliche e amministrative.
Tra le rovine si trovano anche i resti dei bagni, con stanze decorate da mosaici, affreschi e rivestimenti marmorei. Il percorso non era lineare e includeva aree per bagni caldi e freddi, spogliatoi e spazi per oli profumati. Una delle opere più significative è il mosaico che rappresenta Teseo che uccide il Minotauro, circondato da figure mitologiche come Arianna e la personificazione del Labirinto. Questo mosaico, risalente al III secolo d.C. e restaurato nel IV secolo, narra la leggenda di Teseo, eroe di Atene, che uccide il Minotauro per liberare la sua città dal tributo imposto da Minosse, re di Creta.


Poco distante dalla villa di Teseo, camminando verso il mare, si trova la Casa di Orfeo, una residenza con un’architettura simile a quella della Casa di Dioniso, caratterizzata da un atrio centrale e diverse stanze intorno, alcune delle quali dotate di mosaici pavimentali. Costruita alla fine del II sec. d.C., la casa ha subito gravi danni per l’asportazione dei materiali. Restano alcune pareti e frammenti di affreschi che testimoniano la ricchezza decorativa originaria che vi consiglio di non perdere tra le cose da vedere a Paphos e dintorni.
Tra le stanze scoperte, tre presentano pavimenti a mosaico, tra cui uno raffigurante Ercole con il leone di Nemea, e un altro un’Amazzone con il suo cavallo. Entrambi i mosaici rappresentano figure della mitologia greca, collegando le dodici fatiche di Ercole con la leggenda delle Amazzoni. Il mosaico più celebre è quello di Orfeo che suona la lira circondato da belve incantate dalla sua musica, da cui la casa prende il nome.

Scoperta negli anni ’60, la Casa di Dioniso era una villa romana di lusso, risalente al II secolo d.C. I suoi pavimenti interamente ricoperti da mosaici policromi la rendono unica. Questi mosaici sono considerati tra i più belli e meglio conservati dell’epoca romana. I mosaici sono realizzati con tessere di vetro colorato e pietra, incollate su una base di malta. I soggetti rappresentati sono molteplici: scene mitologiche (come il ratto di Europa o Dioniso bambino allattato da una capra), animali (leoni, pavoni, pesci), figure geometriche e motivi floreali. Dioniso, dio del vino, dell’ebbrezza e della fertilità, è una figura ricorrente nei mosaici della casa. La sua presenza simboleggia la gioia di vivere, la festa e la celebrazione della vita.

Si prosegue poi velocemente per la visita della grande agorà e del teatro Odeon, entrambi all’aperto e recentemente restaurati, per poi terminare con i resti della piccola chiesa della Panagia Chrysopolitissa. Fondata nel IV secolo d.C. e ricostruita in stile romanico medievale durante il periodo crociato, quando Paphos era una sede episcopale latina sotto l’Arcidiocesi di Nicosia. La presenza occidentale a Cipro terminò nel 1571 con la conquista ottomana, durante la quale molte chiese cattoliche furono convertite in moschee, distrutte o destinate ad altri usi. Ad una delle sue colonne, secondo la tradizione, pare fosse stato legato san Paolo per essere flagellato.


Le Tombe dei Re, situate a nord di Kato Pafo, rappresentano un sito archeologico di grande importanza a Paphos, Cipro. Conosciuto anche come Necropoli di Pafo, questo complesso risale al periodo ellenico e romano. Le tombe riportate alla luce furono 7 e la più spettacolare è la numero 3 con un ampio colonnato e un atrio aperto.
La caratteristica principale di queste tombe è che sembrano ricordare le usanze degli antichi egizi. Anche se lontano dalla cultura greca, queste tombe ricordano la struttura delle case dei vivi, come se anche nell’aldilà si potesse vivere un’altra vita.
Circondate da un paesaggio roccioso suggestivo, le Tombe dei Re rappresentano un punto di riferimento culturale e storico significativo, testimonianza della sofisticata arte e architettura dell’antica Cipro.

Ora non poteva mancare la visita alla Fortezza di Paphos. Originariamente costruita dai Bizantini per proteggere il porto dai pirati, l’attuale struttura risale all’epoca dei Lusignano nel XIII secolo. Fu poi ricostruita dagli Ottomani nel XVI secolo dopo essere stata distrutta dai Veneziani. La fortezza, con la sua imponente struttura in pietra, è caratterizzata da una pianta rettangolare e una robusta torre centrale che serviva sia come punto di avvistamento che come rifugio militare. Nel corso dei secoli, la fortezza ha avuto diverse funzioni: oltre a essere un bastione difensivo, è stata utilizzata come prigione e persino come deposito per sale durante il periodo ottomano. Oggi, la Fortezza di Paphos è un popolare sito turistico, particolarmente suggestivo durante il tramonto, quando le sue mura si tingono di colori caldi riflessi dal mare. È anche lo sfondo per eventi culturali e festival che animano la città durante l’anno, rendendola una tappa obbligata per chi visita Paphos.

Poco fuori Paphos merita una visita la Chiesa di Agios Georgios. La piccola cappella dedicata a San Giorgio si trova nella periferia sud-ovest di Mouttalos ed è stata valorizzata dalla recente ristrutturazione del quartiere. La chiesa è tardo bizantina e risale, senza certezza, al XVI secolo. Presenta un nartece a ovest e la sua unica navata è coperta da un arco semicircolare. Costruita in pietra, si integra armoniosamente con le rocce circostanti, tra le quali sembra quasi frantumarsi. La struttura è in ardesia, mentre i tetti cesellati sembrano essere stati utilizzati per gli angoli dell'edificio, i pavimenti e gli archi delle porte. L'interno è essenziale. Una luce soffusa filtra attraverso le piccole e strette aperture dell'edificio e dell'ingresso. Alcune icone moderne di San Giorgio e della Vergine Maria interrompono il candore delle pareti, mentre le poche candele accese sul pavimento testimoniano la presenza dei fedeli nella piccola chiesa.

Un altro luogo di culto molto improtante nella zona di Paphos è il Monastero di Agios Neophytos. Fu fondato da Neophytos. Dopo essere stato imprigionato per una vita ascetica, fuggì sulle montagne di Cipro e trovò una piccola grotta naturale nel 1159. Passarono mesi prima che si convincesse che la zona era deserta e tranquilla. Ha lentamente scavato ulteriormente l'apertura per includere la sua cella privata, una piccola cappella e la sua eventuale tomba. Sebbene fosse iniziato come un solitario eremita di Neophytos, alla fine ottenne un piccolo seguito e Engleistra, come veniva chiamata, divenne una tranquilla comunità monastica nel 1170 quando il vescovo di Paphos lo convinse a prenderlo come allievo. Neophytos era fermamente contrario al materialismo e alle molestie, che mantenevano il numero dei monaci molto inferiore rispetto ad altri monasteri dell'epoca.

E concludiamo la nostra visita a Paphos con un luogo idilliaco. I Bagni d Afrodite si trovano a soli 2 chilometri dal villaggio di Kili, nel distretto di Paphos, si trova uno dei luoghi più suggestivi di Cipro: i Bagni di Adone. Questa area pittoresca è rinomata per la sua atmosfera raccolta e la sua bellezza naturale. Una cascata scorre incessantemente, erodendo il terreno e formando un piccolo lago che offre un rifugio rinfrescante durante le calde estati cipriote.
Secondo la mitologia greca, i Bagni di Adone erano il luogo prediletto da Afrodite e Adone per trascorrere il loro tempo insieme. La leggenda narra che Adone trovò qui la sua fine, ferito mortalmente da un uomo travestito da cinghiale. Prima di esalare l’ultimo respiro, Adone tornò ai bagni per morire tra le braccia della sua amata Afrodite. Affranta dal dolore, Afrodite pregò affinché Adone potesse tornare da lei ogni sei mesi, rendendo questo luogo ancor più carico di significato e romanticismo.





Commenti