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CHALKI, l'isola del tempo perduto

Immagine del redattore: Michele Racca
Michele Racca
12 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

Chalki, in Grecia, si trova tra Rodi e Tilos, in un angolo di Dodecaneso spesso ignorato: fatto, questo, che a Chalki non sembra fare danni né sicuramente dispiacere troppo. La sua forza è la tranquillità. Chalki è proprio uno di quei luoghi dove il tempo scorre a modo proprio e assume traiettorie che non avresti mai considerato prima di essere sul posto. L’orologio è un orpello inutile, così come i mezzi a motore. Basta poco per accorgersene: scendi dalla nave, fai un salto in camera, posa le valigie, una doccia, fai un respiro. Ma soprattutto riconquista il tuo tempo.

Plasmalo. Puoi farlo perchè è tutto a portata di mano, di una facile passeggiata. E in più, tutto dannatamente bello.

Il porticciolo, unico paesino dell’isola, è la definizione della pittoricità, un affresco in scala cittadina.Dimentica le Cicladi e le loro casupole bianche. Chalki è il trionfo del colore, del pastello, della tinta forte, dell’emozione cromatica. E il colore ovviamente influenza lo stato d’animo, lo eccita, lo guida verso uno stare bene che si paventa chiaramente sin dalle prime ore di permanenza sull’isola. La cromoterapia rimbalza e trova guarigione in questo specchio di mare che grida allo scandalo da quanto è turchese e trasparente, dove non serve correre lontano o stressarsi alla ricerca della migliore spiaggia. Il meglio è qui e ora, subito a disposizione e appagante come non mai.

L’unicità di Chalki risiede nella sua semplicità e nell’atmosfera senza tempo che permea ogni angolo dell’isola. Nimborio (chiamato anche Emborio) costituisce l’unico vero centro abitato, sviluppandosi attorno a un porto naturale quasi completamente chiuso che crea un bacino riparato di rara bellezza. Il borgo marinaro presenta edifici neoclassici dalle tinte pastello – giallo ocra, rosa antico, verde menta e azzurro polvere – che si arrampicano sui fianchi della collina creando un anfiteatro colorato che accoglie i visitatori. Alle spalle delle case svettano i tre mulini a vento in rovina (Vassilakio, Aggelakio e Andrikakio) che seguono il crinale della collina e rappresentano uno degli scorci più fotografati dell’isola.

Il lungomare pedonale costituisce il cuore pulsante della vita sociale, con taverne tradizionali, caffè e piccoli negozi che si susseguono lungo la banchina dove attraccano le colorate barche da pesca. La Torre dell’Orologio, donazione della comunità di emigranti greci in Florida, domina la piazza principale di fronte al Municipio, mentre l’edificio di Hiona Vouvali, un tempo utilizzato per immagazzinare le spugne marine, testimonia l’antica vocazione marinara dell’isola. Merita una visita la chiesa bizantina di Agios Nikolaos, costruita nel 1861, il cui splendido campanile si eleva al di sopra delle case circostanti e custodisce magnifici affreschi dell’epoca.

A pochi chilometri dal porto, arroccato su una collina impervia e rocciosa, si scorgono le rovine del Castello dei Cavalieri di San Giovanni, costruito nel XIV-XV secolo sui resti di un’antica acropoli greca. L’escursione al castello, pur richiedendo una camminata impegnativa, regala panorami spettacolari sull’isola e sul mare circostante, permettendo di ammirare i resti di mura elleniche, fondazioni di templi antichi, chiese bizantine e cisterne di varie epoche. Nei pressi del castello si trova il borgo abbandonato di Chorio, l’antica capitale dell’isola costruita in stile post-bizantino, oggi ridotta a suggestive rovine che raccontano la storia di un’epoca passata.

A livello di paesaggio, Chalki è una delle isole più aride ed assolate in cui io sia mai stato. Sicuramente il candore della roccia, una volta a contatto con il mare, aiuta a creare l’eccezionale colorazione che assume l’acqua per l’intero perimetro dell’isola: i fondali che la circondano erano un tempo tra i più ricchi del Mediterraneo di spugne marine.

Le spiagge di Chalki: calette da sogno. Pondamos che dista circa 10 minuti a piedi da Emborio. Si tratta dell'unica spiaggia sabbiosa dell'isola, è poco profonda e adatta ai bambini. Si dice che la sabbia venga mangiata dal mare alcuni inverni, ma poi la sabbia nuova viene raccolta da Rodi per la prossima stagione. Qui c'è una taverna e sedie a sdraio e ombrelloni in affitto, ed è un luogo bellissimo! E poi, la spiaggia di Ftenagia, l'altra più famosa, una piccola spiaggia a sud di Emborio. Una caletta composta da ciottoli mescolati con un po 'di sabbia. Come spiaggia, Ftenagia non ha molto da raccontare, ma l'acqua turchese e cristallina è estremamente invitante, e quando abbiamo voglia di fare snorkeling, è inutile chiedere di meglio. Anche qui c'è una taverna, tra l'altro con una posizione dorata, si può mangiare direttamente in acqua un'insalata greca. Spettacolo puro!


 
 
 

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Amo condividere le mie conoscenze, le mie esperienze di viaggio e i suggerimenti utili che ho imparato lungo il percorso.

Viaggiare non è appena “Trasferirsi da luogo a luogo, per lo più distanti l’uno dall’altro, con un mezzo di trasporto”, come riporta la definizione della Treccani. Viaggiare è qualcosa di molto più profondo. E come diceva il  grande scrittore statunitense John Steinbeck:

​

“Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone”

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