LUOGHI VERDIANI, musica sublime
- Michele Racca

- 2 giorni fa
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Il percorso parte dalla scoperta dei luoghi di nascita e formazione del grande compositore fino ad arrivare alla visita della dimora che lo ospitò fino agli ultimi giorni di vita. Si Arriva nei Luoghi Verdiani e si visita la Casa Natale Giuseppe Verdi a Roncole, la piccola osteria di origine seicentesca che vide la nascita del Grande Maestro e che è l’inizio ideale per la scoperta della vita del compositore che segnò per sempre la storia della musica; la visita permette ai visitatori di rivivere tutto il fascino della vita del bambino nella Bassa Padana di inizio ‘800. Si ha, inoltre, l’opportunità di conoscere come vivevano i genitori del Maestro, cosa comportava il lavoro di oste e di tessitrice, quali furono le vicissitudini storiche che segnarono l’infanzia del piccolo Giuseppe e molto altro.

Di fronte alla Casa Natale troviamo la piccola Chiesa di San Michele. Numerosi eventi legarono i primi anni di vita di Giuseppe Verdi alla chiesa: il 11 ottobre del 1813 vi ricevette il battesimo; nella primavera del 1814, come ricordato da una lapide commemorativa posta alla base del campanile, sua madre Luigia Uttini, col piccolo in braccio, si rifugiò in cima alla torre, per scampare alla razzie compiute dalle truppe russe e austriache in seguito alla sconfitta dell'esercito napoleonico: il 25 luglio del 1819 il futuro Maestro vi fu cresimato dal vescovo Luigi Sanvitale.Inoltre, per anni Giuseppe Verdi bambino si esercitò suonando l'organo della parrocchiale.

L'itinerario continua con la visita del Museo Nazionale Giuseppe Verdi a Villa Pallavicino; villa tra le più splendide del Parmense, con pianta a cinque moduli a scacchiera che ricordano lo stemma dei Signori di Busseto. Le 27 opere del “Cigno di Busseto” sono rappresentate lungo un percorso storico con riproduzioni delle scenografie originali di Casa Ricordi e ricostruzione di ambienti ottocenteschi con le quadrirerie di Hayez. Sotto splendide luci teatrali, ascoltando le musiche immortali di Giuseppe Verdi, il visitatore percorre un suggestivo itinerario ideato dallo scenografo e regista Pier Luigi Pizzi.

A fianco, presso le rinnovate scuderie della Villa, si trova invece il Museo Renata Tebaldi dedicato, come dice il nome, ad una delle più celebri interpreti verdiane del 20° secolo. Il Comitato Renata Tebaldi, fondato nel 2005 per conservare la memoria della cantante lirica, vi inaugurò il 7 giugno del 2014 il museo, che espone numerose testimonianze della carriera artistica del soprano, raccolte negli anni da Giuseppina Barbieri, madre di Renata Tebaldi, e da Ernestina Viganò, sua governante e amica. All’interno del museo sono esposti oggetti, abiti, gioielli appartenuti a colei che Arturo Toscanini chiamò “Voce d’angelo” nonché documenti, immagini, testimonianze di celebri artisti e colleghi della Tebaldi.

E, finalmente, si arriva nel centro storico di Busseto dove si può visitare il Museo di Casa Barezzi, storico percorso sulla vita del Maestro. Tappa obbligata e imperdibile nel percorso di visita dei luoghi verdiani per comprendere la formazione umana, affettiva e professionale del giovane Giuseppe Verdi. Lo storico salone, sede della Filarmonica Bussetana fondata da Antonio Barezzi, accolse le prime composizioni ed esibizioni pubbliche di Verdi studente e poi giovane maestro. Vide anche il sorgere dell’amore per Margherita, figlia del signor Antonio, che diverrà la prima moglie di Verdi.
Il Maestro continuò a frequentare assiduamente la casa fino al 1867. Durante un soggiorno, ospite del suocero, vi scrisse alcune pagine dei Due Foscari nel 1844.
Le sale attigue del primo piano ospitano oggi una vasta esposizione di cimeli verdiani, con lettere autografe, dipinti, ritratti, documenti e manifesti, utili a ripercorrere l'intero arco professionale del Maestro.

Ed ora, eccoci nella piazza dedicata a Giuseppe Verdi, dove possiamo ammirare il Teatro sempre dedicato al Maestro. Luogo strettamente legato alla storia di Giuseppe Verdi. Il teatro è ubicato nella Rocca, di fondazione duecentesca ampiamente rimaneggiata, che si presenta oggi nell’aspetto che le fu dato nella seconda metà dell’Ottocento. La costruzione avvenne negli anni compresi tra il 1856 e il 1868, nonostante il parere contrario del Maestro. Egli era in contrasto con i bussetani per la loro invadenza nella sua sfera privata e perché riteneva il nuovo teatro “di troppa spesa e inutile nell’avvenire”.
Così all’inaugurazione solenne del 15 agosto 1868, quando, per onorarlo, quasi tutte le signore si vestirono di verde, mentre per i signori il verde fu d’obbligo nelle cravatte, egli fu vistosamente assente, benché venissero nell’occasione allestite due sue opere: Il Ballo in Maschera e il Rigoletto, e, successivamente, a rappresentazione di quasi tutte le opere del repertorio verdiano.

Esattamente all'oppsto del Teatro Verdi sorge l' Oratorio della Santissima Trinità, in stile barocco, costruito nei pressi della chiesa parrocchiale di San Bartolomeo. La chiesa è nota in quanto fu luogo, il 4 maggio 1836, del matrimonio tra Giuseppe Verdi e Margherita Barezzi, sua prima moglie, il cui amore era nato nella casa del padre Antonio Barezzi, droghiere benestante e grande appassionato di musica,sua prima moglie, il 4 maggio 1836.

Ed infine, concludiamo questo affascinante percorso nei Luoghi Verdiani con la visita di Villa Verdi di Sant’Agata di Villanova d’Arda. Della villa sono visitabili le stanze poste a mezzogiorno, con il mobilio originale in stile “Luigi Filippo” e arredi più antichi acquistati dai coniugi Verdi. Tra i cimeli più significativi vi sono i pianoforti, il ritratto giovanile di Giuseppina eseguito in stucco dal Tenerani, autografi manzoniani, foto d’epoca, la biblioteca musicale di Verdi e tante altre memorie intensamente evocative.





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